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ufficio della passione

Forse non tutti sanno che San Francesco tra i suoi scritti ci ha lasciato anche alcuni salmi che egli compose unendo versetti tratti dalle sacre scritture. Francesco con essi e con una lode alla Madonna come antifona ha composto le ore canoniche del triduo di Pasqua e le ha lasciate in eredità si frati perchè le recitassero in questi giorni a lui così cari.

i prossimi incontri si terranno:

 in aula giovani il 12 aprile e il 10 maggio alle 17.30 guidati da padre Giampietro

Si continuerà con l’analisi e la lettura della regola 

chiara e francesco

chiara e francesco

dall’intervista ad una clarissa in San Damiano: “…da sempre forte fu il legame spirituale tra queste due anime tanto che ancora oggi ogni frate è affidato alla preghiera di una sorella di Santa Chiara che dalla loro clausura lo guidano verso la volontà del Padre”

francesco

Non è possibile parlare dell’Umbria senza ricordare il suo grande nativo San Francesco

Per alcune informazioni riguardo la vita si rimanda a http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_d%27Assisi

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21750

soleCantico delle creature

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Cantico delle Creature)

Il Cantico delle Creature (Canticus o Laudes Creaturarum), anche noto come Cantico di Frate Sole, è il testo più antico della letteratura italiana. È scritto da Francesco d’Assisi: secondo la leggenda, la sua stesura risalirebbe a due anni prima della morte di Francesco 1226. È peraltro più probabile ciò che riportano le biografie di Francesco, secondo le quali sarebbe stato stilato in tre momenti diversi.

Il Cantico è una lode a Dio che si snoda con intensità e vigore attraverso le sue opere, divenendo così anche un inno alla vita; è una preghiera permeata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l’immagine del Creatore: da ciò deriva il senso di fratellanza fra l’uomo e tutto il creato, che molto si distanzia dal contemptus mundi, dal distacco e disprezzo per il mondo terreno, segnato dal peccato e dalla sofferenza, tipico di altre tendenze religiose medioevali (p.es. Jacopone da Todi). La creazione diventa così un grandioso mezzo di lode al Creatore.

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria et l’honore et onne benedictione.Ad Te solo, Altissimo, se confano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorna, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu et radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sostentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterranno in pace,
ca da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ scampare:
guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;
beati quelli che trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ca la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
et serviateli cum grande humilitate

Composto in volgare umbro del XII secolo (folta la presenza di -u finale – plurale di terza persona in -ano “confanno” – l’epitesi di ène – la congiunzione ca – il verbo “mentovare”), con influssi toscani e francesi, e latinismi. La critica ha discusso a lungo, senza precise conclusioni, il valore da attribuire alla proposizione “per”: il suo uso è infatti centrale nella definizione della natura “laudatoria” del componimento. Qui ci limiteremo a menzionare il semplice elenco delle interpretazioni che ne sono state date: 1) valore causale; 2) strumentale; 3) agente; 4) mediale; 5) di stato in luogo; 6) circostanziale.

Il Cantico ha la forma di prosa ritmica assonanzata, divisa in strofe irregolari, dai due a cinque versi. La semplicità del sentimento espresso è rispecchiata da una sintassi semplice, nella quale i termini sono spesso coordinati per polisindeto (p.es.: “et per aere et nubilo et sereno et onne tempo”, verso 13) e gli aggettivi sono numerosi.

il ciclo di giotto

presepe gi greggio Durante la visita alla basilica superiore di Assisi è stato possibile ammirare il ciclo giottesco della vita del santo

La vita del padre Serafico è stata anche descritta nella Leggenda major contenuta nelle Fonti Francescane e in un libro di Hesse che abbiamo letto in classe con significative differenze perchè la destinazione e il linguaggio erano del tutto diverse

OFS

ofs

OFS è l’anagramma di ordine francescano secolare.

Si tratta del Terzo ordine all’interno della grande famiglia francescana. E’ riconosciuto come parte integrante dell’ordine e punto di interazione tra mondo laico e religioso

Ciao mondo!!

Per tutti coloro che stanno per vivere, vivendo o hanno vissuto una spettacolare gita in Umbria e sono interessati alla figura di Frate francesca abbiamo voluto condividere queste impressioni insieme